sabato 18 maggio 2013

Di blogger e di (possibile) invidia

Attenzione: come ogni singolo post pubblicato sul Projekt Dresden, anche questo è da intendersi in senso ironico. Niente di serio passa su queste pagine.

Ogni tanto essere blogger mi mette in crisi. Sembra facile, ma trovale tu le idee, lo stile, il taglio giusto per ogni singolo post (soprattutto per i perfezionisti maniaci feticisti dell’insieme equilibrato come il sottoscritto). Ti fa venire le paturnie quando vedi che i commenti non rispecchiano lo sforzo che tu senti di averci messo. E ti arrovelli alla ricerca dell’equazione perfetta del perfetto post che faccia morir dal ridere (invitando, così, di sfuggita, pure alla riflessione), che sia brillante, ben scritto e dal sapore immediato. Uno di quei post insomma che ti appenderesti volentieri sul frigo come mantra o come lettura del buongiorno.

Quando ricevi i primi commenti però vai subito in brodo di giuggiole, ti senti notato e interessante. Come quando la ragazza a cui sbavi dietro ti dice che la camicia di oggi ti sta bene. Da lì a una gita stellare fino a Saturno e ritorno è un attimo. E quando ti commenta un collega blogger poi non c’è storia: vai subito a sbirciare il suo di blog, alla ricerca di punti di forza e debolezza. Dei suoi fiori all’occhiello e delle sue epic fail. Vai a spiare la concorrenza. Fai una statistica mentale dell'indice di gradimento. Prendi le misure di quello che il mercato offre. Nel confronto alcuni ti fan sentire un polletto da combattimento perché senti di avere più “argomenti” da trattare e in maniera migliore (no dico, vogliamo mettere??); altri ti gettano nella disperazione della soggezione. Leggi un loro post e ti senti fulminato, invasato, strabiliato. E consapevole che mai potrai essere come loro. Inarrivabile. Inavvicinabile. A quel punto non ci sono mezze misure: o ti scatta l’emulazione (chiamata volgarmente scopiazzo su larga scala) o una feroce, logorante invidia.

Anch’io ho avuto i miei momenti di invidia. Di lacerante invidia. Momenti in cui avrei voluto avere la scrittura brillante di Pancri; gli alti interessi politici ed etici di Redpoz; la vita movimentata (esclusa la gravidanza) e il numero spropositato di lettori di Machedavvero; le idee originali di Eireen; il senso della moda e dell’avventura per l’esotico (con tanto di reportage) di Piperpenny; l’inossidabile tenacia di Momo; il partner di un’altra nazionalità come Bianca-Hamburg.

Una sorta di prototipo del Blogger Perfetto. Che subito potrebbe spopolare, meravigliare, far svenire le anime semplici con uno solo dei suoi articoli. Ma poi, diciamocela tutta, verrebbe a noia. Chi la vuole troppa perfezione??

Molto meglio così come siamo. Stupendamente imperfetti.

Balengamente Torqui.

Di cui, per fortuna, ce n’è uno solo! Diffidate dalle imitazioni.

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